martedì 1 aprile 2014

Opinione su "Una sera a Parigi" di Nicolas Barreau

Una sera a Parigi è il nuovo romanzo di Nicolas Barreau, il terzo pubblicato in Italia dopo Gli ingredienti segreti dell'amore e Con te fino alla fine del mondo. Visto che "squadra che vince non si cambia", anche questa volta l'ambientazione resta la stessa (Parigi) e anche la stile del romanzo, una commedia romantica non troppo sdolcinata, si conferma il suo marchio di fabbrica.

Trama (tratta da www.feltrinellieditore.it)

In una piccola strada di Parigi, percorrendo rue Bonaparte fino a scorgere la Senna e girando due volte l’angolo, si trova un luogo incantato: il Cinéma Paradis. È questo il regno di Alain Bonnard, l’appassionato e nostalgico proprietario del locale. Ed è qui che ogni mercoledì, al secondo spettacolo, va in scena Les amours au Paradis, una rassegna dei migliori film d’amore del passato. In quelle sere il Cinéma Paradis è avvolto da una magia particolare: regala sogni, come recita il poster appeso in biglietteria, sopra alla cassa antiquata. La piccola folla di habitué si abbandona volentieri sulle vecchie poltroncine di velluto per farsi rapire dal fascino del grande schermo. Ma da quando al secondo spettacolo partecipa anche una certa ragazza, è Alain a sognare più di tutti. Cappotto rosso, sorriso timido, siede sempre nella stessa fila, la numero diciassette. Poi, non appena in sala si riaccendono le luci, si allontana solitaria nella notte parigina. 
Chi è? E qual è la sua storia? Finalmente Alain trova il coraggio di invitarla a cena.....

martedì 1 febbraio 2011

Roma International Estetica 2011: ospite allo stand Nailevo


Come molte appassionate di make up, cosmesi e trattamenti bellezza sapranno (senza scordare gli addetti ai lavori che si saranno dilettati in spese folli :) ) il 29, il 30 e il 31 alla Fiera di Roma si è svolta la IV edizione di Roma International Estetica. Confesso che, prima di essere inviata come redattrice per Stylosophy, non conoscevo l'esistenza di questa fiera che invece è molto importante e conosciuta a livello nazionale. L'invito era arrivato direttamente dalla Nailevo, un'azienda distributrice di prodotti per la cura del corpo, mani e piedi davvero all'avanguardia nella scelta di prodotti molto naturali e adatti a tutti.



Allo stand Nailevo, il gentilissimo staff dell'azienda mi ha accolto e mi ha mostrato alcune delle più interessanti novità di cosmetica per la primavera 2011. Innanzi tutto la nuova linea di smalti Zoya Intimate, disponibile in sei bellissime colorazione (i miei preferiti sono il verde ed il lavanda). Davvero fantastici anche perchè, come mi ha spiegato il Pr Alberto Nano, sono assolutamente sicuri anche in gravidanza perchè privi di formaldeide ed altre sostanze che potrebbero rivelarsi nocive.
Davvero fantastica anche la nuova collezione African Adventures Collection, una linea di prodotti dedicati alla cura del corpo, delle mani e dei piedi totalmente naturali. Ho provato sulle mie mani alcune delle creme e devo dire che sono tutte profumatissime, cremose e molto idratanti: l'ideale per combattere il freddo dell'inverno! In una delle foto che ho scattato noterete al centro, ed in primo piano, una esotica stoffa in bianco e nero: si tratta di un tessuto lavorato interamente dalle donne africane in cui è stato avvolto un sapone. Una collezione davvero molto bio. :)
Per tutte le romane c'è una buona notizia: in zona Ponte Milvio verrà aperto a breve un nuovo Zoya Point, in cui potrete acquistare e provare per la vostra manicure tutti gli smalti Zoya.
Ecco un po' di foto scattate da me allo stand (scusate se la qualità non è altissima ma non sono partita molto attrezzata...).
























Ed ecco infine una foto dello smalto che ho scelto allo Stand, il Perrie ZP514, che vi consiglio assolutamente! :)



Avete visitato la Fiera internazionale dell'estetica 2011? Cosa vi ha colpito? Aspetto le vostre opinioni... :-)

Ilaria Galli

venerdì 21 gennaio 2011

Vogue Francia e lo scandalo delle bambine-modelle


Ho deciso di scrivere un post su questo argomento dopo aver realizzato un articolo su Stylosophy, il blog di moda con cui collaboro da settembre. La vicenda sarà abbastanza nota a molti ormai. Vogue Francia ha realizzato un servizio fotografico con protagoniste delle baby modelle, età media sette anni, abbigliate e truccate da donne adulte, in pose eccessivamente sensuali e provocanti per delle bambine. In Francia ne è nato un caso, che ha avuto il suo eco in tutto il mondo: la maggior parte della stampa, dei lettori, degli addetti ai lavori e non si sono scagliati contro il mensile reo di aver istigato alla pedofilia. Il tema più pericoloso di tutti.

Le proteste piovute da più parti pare siano state una delle cause delle dimissioni obbligate della direttrice Carine Roitfeld (anche se, in realtà, pare che avesse già deciso di dimettersi prima della pbblicazione del servizio incriminato...) ed, ovviamente, non è stato risparmiato nemmeno Tom Ford, stilista e regista texano che, molti di voi sapranno, è anche un fotografo, il fotografo di questo servizio.

Lo scopo dello shooting secondo la "difesa"? Molto nobile direi. Sensibilizzare le persone di fronte ai problemi della società moderna che spingerebbe a crescere troppo in fretta, appiattirebbe sesso ed età e istigherebbe le nuove generazioni a comportamenti e modi inadatti alla propria età. Tutto vero probabilmente. Peccato che quando sono in gioco questioni delicate il confine tra buono e cattivo gusto, per quanto l'obiettivo sia nobile, è sempre troppo labile.

Per quanto mi riguarda il servizio fotografico non mi fa impazzire. Indubbiamente le foto sono belle, il probabile messaggio da lanciare anche e sicuramente Tom Ford voleva tutto fuorchè istigare alla pedopornografia (ci mancherebbe...) ma le bambine coinvolte nel servizio non avevano l'età giusta per essere sbattute in una rivista per un servizio con tema molto più grande di loro. Non mandiamo i minori in televisione dopo la mezzanotte e poi li fotografiamo così?

L'unico merito di Tom Ford è probabilmente uno: aver scatenato la polemica su un tema, quello dei bambini "nati già grandi", che la nostra società deve affrontare...

lunedì 2 agosto 2010

Chirurgia estetica: sempre più adolescenti ispirati dai reality show


Secondo uno studio realizzato da un team di esperti, sono in aumento i giovani che decidono di sottoporsi ad un intervento per migliorare il proprio aspetto. Lo studio ha sottolineato la responsabilità delle trasmissioni sui ritocchi estetici.


La rivista americana Body Image dà l’ennesima conferma di quanto la televisione influenzi, spesso in modo negativo, la vita e la percezione di sé che hanno i giovani. Questa volta la prova è fornita da uno studio realizzato da due psicologi della Camden University (U.S.A.) che hanno analizzato la reazione di duecento ragazzi, con età media di 20 anni, ai reality show incentrati sulla chirurgia estetica. I risultati della ricerca hanno dimostrato che la maggior parte degli adolescenti, soprattutto donne, appassionati di questi programmi sono tra le persone che, ogni anno, decidono di andare sotto il bisturi del chirurgo, o tra quelli più propensi a farlo.

La serie televisiva Nip/Tuck ed i reality Extreme Makeover della Abc, The Swan della Fox e Dr.90210 di E! Entertaiment sono solo alcune delle trasmissioni che raccontano il restyling completo dei partecipanti, sottoposti a diversi interventi di chirurgia estetica per acquistare un aspetto migliore e tutto nuovo. Anche in Italia, da qualche anno, sono nati reality di questo genere come Il brutto anatroccolo di Canale 5 e Cambio vita mi sposo di Sky, in cui una coppia prossima alle nozze si sottopone ad interventi e diete per essere perfetta il giorno del matrimonio.

Questi programmi, secondo le testimonianze degli intervistati, diventano una vera e propria fonte di ispirazione, tanto che non sono in pochi ad affermare che un intervento di questo tipo può aiutare “a realizzare i propri sogni quando si è infelici”, come ha dichiarato una delle ragazze coinvolte nello studio. Purtroppo questi reality tendono ad esaltare solo i lati positivi della chirurgia estetica e a non mostrare i numerosi problemi a cui si potrebbe andare incontro, come le cicatrici. Nelle ragazze che si sottopongono a mastoplastica additiva del seno, proprio perché spinte magari dai mass media e dai programmi televisivi, "rimangono segni di ben sette centimetri, e poche sanno che dopo quindici anni è obbligatorio un intervento di ricambio delle protesi". Inoltre, al contrario di quanto affermano gli adolescenti intervistati, non è provato che la chirurgia estetica renda più felici, anzi gli esperti affermano che molti pazienti diventano compulsivi: “una volta effettuato un ritocco se ne desidera subito un altro. E questo perché il contesto culturale attuale ci spinge a non essere mai soddisfatti di quello che siamo, soprattutto dal punto di vista estetico”.

Ilaria Galli

mercoledì 28 luglio 2010

Voci segrete della violenza 2009. Crescono le denunce verso i molestatori

È stato presentato questa mattina a Roma il risultato del rapporto annuale del Telefono Rosa. Emerge dai dati una maggior consapevolezza da parte delle donne degli strumenti a loro disposizione per ribellarsi alle persecuzioni.


L’Associazione Nazionale Volontarie del Telefono Rosa, onlus che si occupa da oltre vent’anni di far emergere la voce delle donne vittime di violenza, ha presentato oggi in conferenza stampa a Roma i risultati della ricerca Voci segrete della violenza 2009. Il rapporto ha mostrato che nel corso dell’ultimo anno le denunce, da parte di donne italiane e straniere, sono cresciute del 5% rispetto al 2008; la stessa percentuale di aumento e’ già stata raggiunta nei soli primi sei mesi del 2010.

Secondo questo studio la violenza subita principalmente dalle donne che si sono rivolte a Telefono Rosa è di tipo psicologico (33%), seguita con una certa distanza dalla quella fisica (23%). Nel 61% dei casi la violenza si consuma all’interno delle mura domestiche ed è ripetitiva (78%). Come emerge dal rapporto, si riduce del 24% la percentuale di donne che trova, nell'arco di un anno, la forza di reagire alle violenze. Tra le donne che dichiarano di aver cercato soluzioni, il 18% si è rivolto alle forze dell'ordine (percentuale che sale al 24% per le vittime straniere) mentre il 12% si è rivolto a un avvocato. A confermare che sono soprattutto le straniere a subire violenze fisiche, il fatto che sono loro a ricorrere alle cure ospedaliere (il 14% a fronte del 7% delle italiane). L'associazione segnala inoltre un preoccupante 12% di vittime che dichiara di restare con il proprio persecutore per un sentimento di amore.

Nonostante questa spirale di violenza sembri non diminuire, i dati testimoniano che sono sempre di più le donne che trovano la forza e il coraggio di lasciare i luoghi della violenza e di allontanarsi dai loro carnefici. In questo cammino verso la liberazione sembrano, tuttavia, faticare ancora molto le vittime straniere.

Questa maggior propensione delle donne a denunciare le molestie subite si può anche attribuire all’entrata in vigore, il 23 aprile 2009, del reato di atti persecutori. Nonostante l’indubbia utilità di questa legge, Gabriella Moscatelli, presidente di Telefono Rosa, ha dichiarato che “se l’iter amministrativo e penale è troppo lento…le denunce sono e restano uno strumento fondamentale, ma rischiano di non riuscire affatto a proteggere le donne”. Per questo l’associazione chiede che in caso di violenza domestica e stalking, sia prevista l’applicazione di una misura cautelare restrittiva che impedisca al persecutore di reiterare le molestie. Il consiglio dato alle donne è di denunciare sempre, avvalendosi dell’ausilio di un’assistenza legale qualificata. “Per questo – ha aggiunto la Moscatelli – affidarsi alle associazioni che operano sui territori e’ una scelta importante e valida da consigliare”.


di Ilaria Galli

mercoledì 21 luglio 2010

Carmen Consoli ammalia l'Auditorium


In una calda estate romana la cantautrice catanese ha saputo trascinare il pubblico ripercorrendo le tappe più significative della sua carriera e interpretando alcuni brani estratti dall’ultimo lavoro discografico Elettra. Due ore di emozioni in musica arricchite dalla partecipazione di due ospiti d’eccezione: Paolo Fresu e Gino Paoli.

Dopo aver aperto a febbraio il suo nuovo tour proprio all’Auditorium Parco della Musica di Roma, la “cantantessa” Carmen Consoli, accompagnata dalla sua band, è tornata ad incantare il pubblico romano all’interno della manifestazione Luglio suona bene 2010. La tappa capitolina del 16 luglio è solo uno dei tre appuntamenti speciali in cui la Consoli sarà accompagnata anche da un quintetto d’archi, guidato dal violinista Andrea Di Cesare.

La cantautrice catanese ha sfoderato la sua anima rock ed ha emozionato i numerosi fan con i più celebri successi e i brani tratti dall’ultimo album Elettra, pubblicato ad ottobre per la Universal Music. Simpatica, solare ed energica come sempre, la cantante non ha deluso le aspettative dei fan, giunti un po’ da tutta Italia. Ad aprire la serata, il brano Eco di sirene esploso, dopo un intro soft, tra violini e percussioni, fino alla chiusura realizzata dai rintocchi di un grande gong posto al centro del palco. Il pubblico ha poi partecipato, accompagnando in coro la cantante, nella sempre amata Parole di burro. Molto apprezzati anche i violini de L’ultimo bacio, ideali per creare un’atmosfera intimista prima dell’epilogo finale. Caratteristica del concerto, l’ensemble, magistrale nell’accompagnare la Consoli in una delicata armonia di suoni.

Il celebre percussionista ed interprete Alfio Antico ha realizzato un'inaspettata interruzione in stile teatrale. Il musicista siciliano è salito sul palcoscenico per recitare versi in dialetto e per accompagnare la Consoli nei brani Guten Morgen e Alla finestra. A sorpresa sono stati accolti sul palco altri due ospiti d’eccezione. Prima la tromba di Paolo Fresu e poi Gino Paoli, che la cantautrice ha introdotto intonando Una lunga storia d'amore. Le quasi due ore di concerto si sono chiuse con dei pezzi storici che l’artista presentò a Sanremo: Quello che sento, seguita da Amore di plastica, dall’energica Confusa e felice e dalla nostalgica In bianco e nero.

Dotata di una voce particolare e di una rara bravura nel creare canzoni, Carmen Consoli è riuscita a instaurare un rapporto diretto e unico con il pubblico. Oltre ad aver partecipato ad eventi internazionali come l’Africa Unite, tenutosi nel 2005, è molto apprezzata dalla critica tanto da essere stata definita da Jon Pareles, critico musicale del New York Times, “una magnifica combinazione tra una rocker e un’intellettuale, dotata di una voce piena di dolore, compassione e forza”.

Se non volete perdervi le prossime date del tour estivo di Carmen Consoli, potete visitare il sito ufficiale www.carmenconsoli.it.


Ilaria Galli



mercoledì 14 luglio 2010

Montefalco e la tradizionale corsa del bove


Un’occasione per gustare dei prodotti tipici in un incantevole borgo medievale. Ciò che ci propone la città di Montefalco (PG), che ospiterà ad agosto la corsa del bove. L’evento prevede l’apertura di quattro taverne, in cui si possono gustare specialità come gli strangozzi al tartufo e il celebre vino Sagrantino.


Anche quest’anno la cittadina umbra di Montefalco (PG) ospiterà dal 12 al 19 agosto, la tradizionale corsa del bove. Al centro dell’evento, la rievocazione storica di un crudo gioco popolare (riportato dalle cronache medievali), dove, nei giorni di Natale, si trainava un bue fino alla Piazza del Comune per le vie della città, prima che servisse da banchetto per i commensali. Oggi il gioco ha carattere non cruento e si basa su una gara di velocità tra quattro tori, che rappresentano i rioni della città: Sant’Agostino, San Bartolomeo, San Fortunato e San Francesco. In ognuno di essi viene allestita una suggestiva taverna, aperta per tutto il periodo della manifestazione che attira ogni anno molte persone,turisti e non solo, sia per la bellezza e l’atmosfera d’altri tempi che si respira tra le stradine del paese, sia per i prelibati piatti e vini tipici della tradizione umbra.
Le taverne di questo incantevole borgo offrono la possibilità di gustare alcuni dei prodotti caratteristici della zona. Come il miele, dal gusto delicato. I salumi e i formaggi, presenti in tutti gli antipasti, accompagnati dai crostini di fegatini e tartufi. La tradizione culinaria di Montefalco, legata alla gastronomia tipica umbra, utilizza i prodotti genuini della campagna e le carni saporite degli allevamenti locali, il tutto condito con olio extravergine d’oliva di qualità D.O.P. Umbria - Colli Martani. Da non perdere, gli strangozzi al tartufo, uno dei primi piatti che contraddistingue la tradizione culinaria dell’Umbria. Realizzata con un impasto di sola acqua e farina. Una pasta alta e lunga come uno spaghetto, con un taglio più grossolano. Ancora più esaltata da un profumato tartufo.
Sommelier ed enologi, conosceranno Montefalco soprattutto per il suo celebre vino, il Sagrantino. Questo è l’evento giusto per degustare in una delle cantine, tutte coinvolte nell’iniziativa, questo passito (ormai prodotto anche nella versione secco). Vino da dessert, color rubino dai riflessi violacei, che si sposa alla perfezione con la pasticceria umbra. Viene, infatti, servito nelle quattro taverne, accompagnato dai tozzetti alle mandorle o dalla rocciata. Dolce da forno simile allo strudel, con ripieno di frutta secca e mele.
Per avere tutte le informazioni su questo evento, potete visitare il sito ufficiale della città (www.comunemontefalco.it). Un’occasione imperdibile per gustare degli ottimi prodotti tipici in una cornice unica. Dal respiro medievale.


Ilaria Galli