mercoledì 28 luglio 2010

Voci segrete della violenza 2009. Crescono le denunce verso i molestatori

È stato presentato questa mattina a Roma il risultato del rapporto annuale del Telefono Rosa. Emerge dai dati una maggior consapevolezza da parte delle donne degli strumenti a loro disposizione per ribellarsi alle persecuzioni.


L’Associazione Nazionale Volontarie del Telefono Rosa, onlus che si occupa da oltre vent’anni di far emergere la voce delle donne vittime di violenza, ha presentato oggi in conferenza stampa a Roma i risultati della ricerca Voci segrete della violenza 2009. Il rapporto ha mostrato che nel corso dell’ultimo anno le denunce, da parte di donne italiane e straniere, sono cresciute del 5% rispetto al 2008; la stessa percentuale di aumento e’ già stata raggiunta nei soli primi sei mesi del 2010.

Secondo questo studio la violenza subita principalmente dalle donne che si sono rivolte a Telefono Rosa è di tipo psicologico (33%), seguita con una certa distanza dalla quella fisica (23%). Nel 61% dei casi la violenza si consuma all’interno delle mura domestiche ed è ripetitiva (78%). Come emerge dal rapporto, si riduce del 24% la percentuale di donne che trova, nell'arco di un anno, la forza di reagire alle violenze. Tra le donne che dichiarano di aver cercato soluzioni, il 18% si è rivolto alle forze dell'ordine (percentuale che sale al 24% per le vittime straniere) mentre il 12% si è rivolto a un avvocato. A confermare che sono soprattutto le straniere a subire violenze fisiche, il fatto che sono loro a ricorrere alle cure ospedaliere (il 14% a fronte del 7% delle italiane). L'associazione segnala inoltre un preoccupante 12% di vittime che dichiara di restare con il proprio persecutore per un sentimento di amore.

Nonostante questa spirale di violenza sembri non diminuire, i dati testimoniano che sono sempre di più le donne che trovano la forza e il coraggio di lasciare i luoghi della violenza e di allontanarsi dai loro carnefici. In questo cammino verso la liberazione sembrano, tuttavia, faticare ancora molto le vittime straniere.

Questa maggior propensione delle donne a denunciare le molestie subite si può anche attribuire all’entrata in vigore, il 23 aprile 2009, del reato di atti persecutori. Nonostante l’indubbia utilità di questa legge, Gabriella Moscatelli, presidente di Telefono Rosa, ha dichiarato che “se l’iter amministrativo e penale è troppo lento…le denunce sono e restano uno strumento fondamentale, ma rischiano di non riuscire affatto a proteggere le donne”. Per questo l’associazione chiede che in caso di violenza domestica e stalking, sia prevista l’applicazione di una misura cautelare restrittiva che impedisca al persecutore di reiterare le molestie. Il consiglio dato alle donne è di denunciare sempre, avvalendosi dell’ausilio di un’assistenza legale qualificata. “Per questo – ha aggiunto la Moscatelli – affidarsi alle associazioni che operano sui territori e’ una scelta importante e valida da consigliare”.


di Ilaria Galli

mercoledì 21 luglio 2010

Carmen Consoli ammalia l'Auditorium


In una calda estate romana la cantautrice catanese ha saputo trascinare il pubblico ripercorrendo le tappe più significative della sua carriera e interpretando alcuni brani estratti dall’ultimo lavoro discografico Elettra. Due ore di emozioni in musica arricchite dalla partecipazione di due ospiti d’eccezione: Paolo Fresu e Gino Paoli.

Dopo aver aperto a febbraio il suo nuovo tour proprio all’Auditorium Parco della Musica di Roma, la “cantantessa” Carmen Consoli, accompagnata dalla sua band, è tornata ad incantare il pubblico romano all’interno della manifestazione Luglio suona bene 2010. La tappa capitolina del 16 luglio è solo uno dei tre appuntamenti speciali in cui la Consoli sarà accompagnata anche da un quintetto d’archi, guidato dal violinista Andrea Di Cesare.

La cantautrice catanese ha sfoderato la sua anima rock ed ha emozionato i numerosi fan con i più celebri successi e i brani tratti dall’ultimo album Elettra, pubblicato ad ottobre per la Universal Music. Simpatica, solare ed energica come sempre, la cantante non ha deluso le aspettative dei fan, giunti un po’ da tutta Italia. Ad aprire la serata, il brano Eco di sirene esploso, dopo un intro soft, tra violini e percussioni, fino alla chiusura realizzata dai rintocchi di un grande gong posto al centro del palco. Il pubblico ha poi partecipato, accompagnando in coro la cantante, nella sempre amata Parole di burro. Molto apprezzati anche i violini de L’ultimo bacio, ideali per creare un’atmosfera intimista prima dell’epilogo finale. Caratteristica del concerto, l’ensemble, magistrale nell’accompagnare la Consoli in una delicata armonia di suoni.

Il celebre percussionista ed interprete Alfio Antico ha realizzato un'inaspettata interruzione in stile teatrale. Il musicista siciliano è salito sul palcoscenico per recitare versi in dialetto e per accompagnare la Consoli nei brani Guten Morgen e Alla finestra. A sorpresa sono stati accolti sul palco altri due ospiti d’eccezione. Prima la tromba di Paolo Fresu e poi Gino Paoli, che la cantautrice ha introdotto intonando Una lunga storia d'amore. Le quasi due ore di concerto si sono chiuse con dei pezzi storici che l’artista presentò a Sanremo: Quello che sento, seguita da Amore di plastica, dall’energica Confusa e felice e dalla nostalgica In bianco e nero.

Dotata di una voce particolare e di una rara bravura nel creare canzoni, Carmen Consoli è riuscita a instaurare un rapporto diretto e unico con il pubblico. Oltre ad aver partecipato ad eventi internazionali come l’Africa Unite, tenutosi nel 2005, è molto apprezzata dalla critica tanto da essere stata definita da Jon Pareles, critico musicale del New York Times, “una magnifica combinazione tra una rocker e un’intellettuale, dotata di una voce piena di dolore, compassione e forza”.

Se non volete perdervi le prossime date del tour estivo di Carmen Consoli, potete visitare il sito ufficiale www.carmenconsoli.it.


Ilaria Galli



mercoledì 14 luglio 2010

Montefalco e la tradizionale corsa del bove


Un’occasione per gustare dei prodotti tipici in un incantevole borgo medievale. Ciò che ci propone la città di Montefalco (PG), che ospiterà ad agosto la corsa del bove. L’evento prevede l’apertura di quattro taverne, in cui si possono gustare specialità come gli strangozzi al tartufo e il celebre vino Sagrantino.


Anche quest’anno la cittadina umbra di Montefalco (PG) ospiterà dal 12 al 19 agosto, la tradizionale corsa del bove. Al centro dell’evento, la rievocazione storica di un crudo gioco popolare (riportato dalle cronache medievali), dove, nei giorni di Natale, si trainava un bue fino alla Piazza del Comune per le vie della città, prima che servisse da banchetto per i commensali. Oggi il gioco ha carattere non cruento e si basa su una gara di velocità tra quattro tori, che rappresentano i rioni della città: Sant’Agostino, San Bartolomeo, San Fortunato e San Francesco. In ognuno di essi viene allestita una suggestiva taverna, aperta per tutto il periodo della manifestazione che attira ogni anno molte persone,turisti e non solo, sia per la bellezza e l’atmosfera d’altri tempi che si respira tra le stradine del paese, sia per i prelibati piatti e vini tipici della tradizione umbra.
Le taverne di questo incantevole borgo offrono la possibilità di gustare alcuni dei prodotti caratteristici della zona. Come il miele, dal gusto delicato. I salumi e i formaggi, presenti in tutti gli antipasti, accompagnati dai crostini di fegatini e tartufi. La tradizione culinaria di Montefalco, legata alla gastronomia tipica umbra, utilizza i prodotti genuini della campagna e le carni saporite degli allevamenti locali, il tutto condito con olio extravergine d’oliva di qualità D.O.P. Umbria - Colli Martani. Da non perdere, gli strangozzi al tartufo, uno dei primi piatti che contraddistingue la tradizione culinaria dell’Umbria. Realizzata con un impasto di sola acqua e farina. Una pasta alta e lunga come uno spaghetto, con un taglio più grossolano. Ancora più esaltata da un profumato tartufo.
Sommelier ed enologi, conosceranno Montefalco soprattutto per il suo celebre vino, il Sagrantino. Questo è l’evento giusto per degustare in una delle cantine, tutte coinvolte nell’iniziativa, questo passito (ormai prodotto anche nella versione secco). Vino da dessert, color rubino dai riflessi violacei, che si sposa alla perfezione con la pasticceria umbra. Viene, infatti, servito nelle quattro taverne, accompagnato dai tozzetti alle mandorle o dalla rocciata. Dolce da forno simile allo strudel, con ripieno di frutta secca e mele.
Per avere tutte le informazioni su questo evento, potete visitare il sito ufficiale della città (www.comunemontefalco.it). Un’occasione imperdibile per gustare degli ottimi prodotti tipici in una cornice unica. Dal respiro medievale.


Ilaria Galli