martedì 22 giugno 2010

De Chirico e la natura metafisica in esposizione a Roma


170 opere per esprimere l’enigmatico e simbolico rapporto con l’arte di De Chirico. Nei suoi dipinti le forme si scompongono in una sintesi mitologica, dimensione in cui l’essere umano si annulla fino al punto da essere raffigurato come un manichino. Interessante l’iniziativa di un laboratorio creativo per i bambini.


È stata inaugurata il 9 aprile al Palazzo delle Esposizioni a Roma, la mostra La natura secondo De Chirico. L’evento, realizzato a conclusione del biennio di celebrazioni dechirichiane (avviato in occasione del trentennale dalla morte), vuole rendere omaggio al grande artista di Volos. Fondatore della metafisica, uno tra i movimenti culturali più fecondi del ‘900. Organizzata in collaborazione con la Fondazione Giorgio e Isa De Chirico e curata da Achille Bonito Oliva (critico d’arte), la mostra ospita circa centoventi capolavori. La maggior parte dei dipinti proviene dal Mart di Rovereto e dalla Gnam di Roma, oltre che da New York e da prestigiose fondazioni private.

L’enigmatico rapporto tra Giorgio De Chirico e la natura si snoda lungo le sette sale del percorso espositivo, nelle quali il visitatore, in vano, cercherà di identificare la realtà. Secondo la lezione della metafisica, infatti, l’artista deve andare oltre la percezione tangibile e creare visioni inedite, connotate anche da interpretazioni fuggevoli. Nella pittura di De Chirico la natura non è la raffigurazione di un paesaggio bucolico o metropolitano in modo aderente alla realtà, ma un elemento dai contorni scanditi in un contesto onirico. Le forme appaiono scomposte in una sintesi mitologica. In quella dimensione in cui l’essere umano si annulla al punto da essere raffigurato come manichino.

Sono presenti alcune delle opere più celebri dell’artista. Da Le duo (1914-15), in cui manichini muti e pensierosi nella fissità e nella geometria delle forme, trasmettono un senso di spaesamento e di inquietudine. Fino agli Interni metafisici (1916-18), carichi di mistero, malinconia e solitudine. Tra le opere più significative La Surprise, per la prima volta esposta in Italia, che nascondeva un quadro nascosto, scoperto grazie ad una radiografia. Per Bonito Oliva l'arte di de Chirico “possiede la forza ambigua e strabica di una coniugazione simultanea che fonda il nucleo dell'immagine attraverso una contemporanea e paradossale frantumazione. Eppure astratto e figurativo riescono sempre a trovare coesistenza…sono modi espressivi tesi verso la restituzione di un'immagine complessa e completa, fatta di accelerazione”.

Molto interessante il laboratorio organizzato per i bambini, Giochiamo con…gli oggetti dalla A alla Z. È possibile visitare la mostra fino al 10 luglio. Per maggiori informazioni sugli orari, il costo del biglietto e le attività per i più piccoli visitate il sito www.palazzoesposizioni.it/ .

lunedì 7 giugno 2010

Radio Radio, la prima Talk Radio TV italiana


L’emittente radiofonica Radio Radio nasce a Roma nel 1978. Nel tempo è diventata una delle radio del centro Italia più ascoltate sul territorio nazionale. Fin dalla sua nascita si è distinta come talk radio, accendendo dibattiti e veicolando opinioni. Da qualche anno è anche on air su Sky (canale 860) e tutti i martedì sera sul canale Romauno del digitale terrestre (canale31) con la trasmissione Rete Rete. La grande varietà di argomenti trattati (politica, cronaca, sport, spettacolo, cinema, teatro) è la caratteristica distintiva di tutte le sue trasmissioni.

Circa cinque ore di palinsesto giornaliero sono dedicate al calcio. Il programma di punta è Radio Radio Lo sport condotto da Ilario Di Giovambattista (anche direttore dell’emittente radiofonica) e Cristiano Ditta. Durante la diretta (ore 14,00) si avvicendano le firme più prestigiose del giornalismo sportivo tra cui Ivan Zazzaroni, Mario Sconcerti, Franco Ordine (capo redattore de il Giornale) e Franco Melli. La contrapposizione delle idee e il confronto con gli ascoltatori la rende sempre coinvolgente. Spesso i conduttori sospendono le discussioni sportive per confrontarsi su argomenti di attualità. In molti ricorderanno le lotte per i diritti del malato portate avanti da Di Giovambattista. Il direttore di Radio Radio sosteneva infatti, la causa del Prof. Luigi Di Bella, divenuto celebre alla fine degli anni ’90 per un particolare metodo di cura del cancro.

Parlare di tutto ciò che c’è di interessante intorno a noi. Questo è l’obiettivo di Un giorno speciale (ore 10,00). Cronaca, politica, spettacolo, sport. E il filo diretto tra le personalità più importanti d'Italia e gli ascoltatori. Condotta da Francesco Vergovich, la trasmissione si avvale del contributo del Professor Mario Tozzi (geologo e conduttore TV) per le questioni ambientali. Non manca il tocco femminile, personificato da Roberta Lupi e Valeria Colangelo in Marmellata di more (ore 6,30). Musica, una piccola rassegna stampa ed argomenti tra il serio e il leggero. La trasmissione ideale per svegliarsi di buon umore ed iniziare la giornata con un sorriso.

È possibile conoscere il palinsesto completo su www.radioradio.it. Sul sito web troverete anche le frequenze su cui trasmette Radio Radio e il servizio podcast con cui potrete scaricare i vostri interventi radiofonici preferiti.

martedì 1 giugno 2010

Il ritorno della regina del neo soul


Lo scorso marzo è stato pubblicato per la Universal Motown Records il nuovo album di Erikah Badu, New Amerykah part two: return of Ankh, secondo capitolo di una trilogia iniziata con New Amerykah part one, pubblicato nel 2008 con la stessa casa discografica. Nata a Dallas trentanove anni fa, la cantante americana è un’artista molto versatile. Oltre ad aver vinto quattro Grammy Awards ha recitato in cinque film.

Se l’album precedente era incentrato su tematiche politiche e sociali, return of Ankh si concentra sui sentimenti ed è caratterizzato da morbide sonorità jazz e soul. Il disco è stato anticipato da Window seat in cui l’artista di Dallas fa un’esplicita richiesta d’amore (But I need you to want me/Need you to miss me/I need your attention/I need you next me). Per questo singolo l’artista ha realizzato un video molto discusso. La songwriter infatti si è spogliata nella Dealey Plaza di Dallas, in cui fu assassinato il presidente John Kennedy. Una scelta audace per cui è stata costretta a pagare una multa. “Non mancherei mai di rispetto a Kennedy. Il suo pensiero rivoluzionario è stato per me fonte di ispirazione. La mia performance video è stata fraintesa da molti” ha dichiarato la stessa cantautrice.

Il nuovo lavoro della Badu è stato accolto con favore dalla critica sia per la profondità dei testi che per le sonorità che spaziano dal soul all’R&B. Ad aprire l’album è il brano 20 feet tall in cui Erykah racconta la fine di una storia. In Just in time, la Badu scompone il tema dell’amore e lo priva dei suoi clichè romantici, regalandoci una visione più terrena dei sentimenti, visti dalla sua personale prospettiva. Il suono della chitarra ci avvolge in One Baby, Don't Be Long, costruita su un campionamento di Arrow through me dei Wings. Le origini hip-hop dell’artista di Dallas emergono invece in Fall in love (your funeral). Il pezzo più interessante dell’album è l’ultima canzone, Out my mind, just in time. Dieci minuti che si aprono con la voce della cantante accompagnata dal pianoforte. Per poi trasformarsi in un emozionante pezzo soul con degli accenni di funky.

Molto significativa la copertina dell’album. L’armatura simbolizza un’apparente forza che la cantautrice ha sviluppato per proteggersi dalle dure realtà della vita. Si libera dalla sua vecchia corazza, si arrampica sopra la testa e rinasce sulla verticale del terzo occhio, simbolo di virtù e spiritualità. Un disco di grande impatto. Diciotto euro per il migliore album soul dell’anno.