
170 opere per esprimere l’enigmatico e simbolico rapporto con l’arte di De Chirico. Nei suoi dipinti le forme si scompongono in una sintesi mitologica, dimensione in cui l’essere umano si annulla fino al punto da essere raffigurato come un manichino. Interessante l’iniziativa di un laboratorio creativo per i bambini.
È stata inaugurata il 9 aprile al Palazzo delle Esposizioni a Roma, la mostra La natura secondo De Chirico. L’evento, realizzato a conclusione del biennio di celebrazioni dechirichiane (avviato in occasione del trentennale dalla morte), vuole rendere omaggio al grande artista di Volos. Fondatore della metafisica, uno tra i movimenti culturali più fecondi del ‘900. Organizzata in collaborazione con la Fondazione Giorgio e Isa De Chirico e curata da Achille Bonito Oliva (critico d’arte), la mostra ospita circa centoventi capolavori. La maggior parte dei dipinti proviene dal Mart di Rovereto e dalla Gnam di Roma, oltre che da New York e da prestigiose fondazioni private.
L’enigmatico rapporto tra Giorgio De Chirico e la natura si snoda lungo le sette sale del percorso espositivo, nelle quali il visitatore, in vano, cercherà di identificare la realtà. Secondo la lezione della metafisica, infatti, l’artista deve andare oltre la percezione tangibile e creare visioni inedite, connotate anche da interpretazioni fuggevoli. Nella pittura di De Chirico la natura non è la raffigurazione di un paesaggio bucolico o metropolitano in modo aderente alla realtà, ma un elemento dai contorni scanditi in un contesto onirico. Le forme appaiono scomposte in una sintesi mitologica. In quella dimensione in cui l’essere umano si annulla al punto da essere raffigurato come manichino.
Sono presenti alcune delle opere più celebri dell’artista. Da Le duo (1914-15), in cui manichini muti e pensierosi nella fissità e nella geometria delle forme, trasmettono un senso di spaesamento e di inquietudine. Fino agli Interni metafisici (1916-18), carichi di mistero, malinconia e solitudine. Tra le opere più significative La Surprise, per la prima volta esposta in Italia, che nascondeva un quadro nascosto, scoperto grazie ad una radiografia. Per Bonito Oliva l'arte di de Chirico “possiede la forza ambigua e strabica di una coniugazione simultanea che fonda il nucleo dell'immagine attraverso una contemporanea e paradossale frantumazione. Eppure astratto e figurativo riescono sempre a trovare coesistenza…sono modi espressivi tesi verso la restituzione di un'immagine complessa e completa, fatta di accelerazione”.
Molto interessante il laboratorio organizzato per i bambini, Giochiamo con…gli oggetti dalla A alla Z. È possibile visitare la mostra fino al 10 luglio. Per maggiori informazioni sugli orari, il costo del biglietto e le attività per i più piccoli visitate il sito www.palazzoesposizioni.it/ .
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